Ciao di nuovo! Sono passati circa due mesi dall’ultima volta che ho scritto e, beh, questa esperienza è ufficialmente conclusa.
Sto per tornare a Padova e, ripensandoci, mi rendo conto di quanto sia cambiato in questi cinque mesi.
Alla fine mi sono integrato davvero bene: ho trovato i miei ritmi, i miei posti preferiti, e mi sento molto più a mio agio rispetto ai primi tempi. Con i ragazzi colombiani che avevo conosciuto all’inizio abbiamo continuato a vederci: siamo andati in giro per la città, abbiamo fatto delle serate insieme, e una volta mi hanno invitato a una grigliata a casa di uno di loro dove ho provato l’asado e il chorizo vero, non quello che trovi al supermercato.
Cose che difficilmente avrei fatto restando sempre a Padova.
Per il Capodanno, poi, sono venuti a trovarmi alcuni amici da casa e abbiamo festeggiato qui a Barcellona: è stato bello fargli vedere la città e condividere con loro questa esperienza, anche se solo per qualche giorno.
In questi ultimi mesi ho avuto modo di esplorare meglio Barcellona: dal Parc Güell al quartiere Gotico, dalla Sagrada Familia alle spiagge meno turistiche. Ogni angolo di questa città ha qualcosa da offrire, e ora che la conosco meglio quasi mi dispiace lasciarla.
Dal punto di vista universitario, questa esperienza è stata molto stimolante perché l’università in cui sono stato offriva tanti laboratori e diversi gruppi di ricerca attivi. Ho avuto la possibilità di partecipare e lavorare su progetti interessanti e concreti, in linea con il mio settore, e questo mi ha fatto capire meglio come viene applicata la teoria su casi reali e su attività più “da ricerca” rispetto al classico studio per gli esami.
Una delle cose più belle è stata fare amicizia con vari ragazzi Erasmus italiani di altre città che frequentano la mia università cui a Barcellona. Abbiamo già organizzato dei viaggi insieme per i prossimi mesi: ci rivedremo a Roma (da qui provengono molti di loro), continuando l’amicizia nata qui.
Parallelamente, è stato molto arricchente interfacciarsi con ragazzi provenienti da tutta Europa, dalla Francia all’Austria, dai Paesi Bassi e ovviamente dalla Spagna.
La cosa più importante, però, è che mi porto dietro una mentalità diversa. Prima di partire ero abituato alla mia zona di comfort: gli stessi posti, le stesse persone, le stesse routine. Qui ho dovuto imparare ad essere più indipendente, a risolvere problemi più autonomamente ed a interfacciarmi con culture completamente diverse dalla mia. Questa flessibilità e apertura mentale è probabilmente la cosa più preziosa che mi porto a casa.
Barcellona mi mancherà: il ritmo frenetico, le serate improvvisate, le conversazioni metà in spagnolo metà in italiano con persone di ogni parte del mondo, le passeggiate al mare, il clima mite. Ma sono anche pronto a tornare: rivedendo amici e riabbracciando i miei familiari, e riprenderò la mia vita a Padova con una prospettiva completamente nuova.
Se dovessi dare un consiglio a chi sta pensando di fare un’esperienza simile, direi: fatelo senza pensarci troppo. È davvero un’esperienza di crescita.
Hasta luego, Barcelona. È stato un viaggio incredibile
Giuseppe