È innegabile che l’esperienza di matricola sia un momento cruciale, segnato da stupore e curiosità, tra piccole convinzioni e grandi incognite, spesso anche spaventose ma allo stesso tempo proiettate verso brillanti speranze.
Si prova smarrimento tra nuove materie ed un senso di responsabilità prima inimmaginabile, ma soprattutto confrontarsi con una nuova comunità genera un turbine di emozioni che per sintesi conducono ad una creatività singolare.
Certo la Residenza G. Tovini rappresenta una casa lontana da casa, un luogo accogliente e sorprendentemente familiare. È un piacere non comune vedere come, nell’arco dei poco più di cinque giorni di Welcome Week qui in collegio, noi, dei ragazzi fino a poco prima del tutto sconosciuti e provenienti da luoghi diversi, abbiamo già formato una comunità calorosa.
Tuttavia negli occhi di tutti brilla una tensione febbrile, imbottigliata dentro ogni studente si cela la voglia di carpire il mondo e viverlo come proprio. Sin dal primo incontro la Direttrice Valentina Romanelli ed il Segretario Gabriele Raciti, insieme a tutto lo staff della struttura ci hanno dato proprio questa possibilità. È stato introdotto il piano formativo del collegio e illustrato un mosaico di futuri obbiettivi, fondamentali per sviluppare pensiero critico, una vasta cultura e, soprattutto, per conoscere il valore della disponibilità e la gentilezza verso il prossimo.
E se la sete di crescere è forte, altrettanto, anche se forse più silenziosa, lo è quella di conoscere sé stessi. In questo senso saremo guidati approfonditamente, sia attraverso un percorso con la coach e la psicologa della struttura, che con un interessante progetto di lettura incentrato proprio sull’approfondimento del tema psicologico.
Fuori dalle mura del collegio le passeggiate tra le bellezze storiche della capitale ci hanno regalato un momento di svago e contemplazione, insieme a spunti culturali.
Di fronte a così tanti stimoli e opportunità diverse, ciò che è più importante però è ognuno di noi studenti. Davanti a noi si prospettano anni importanti e frenetici. Accolti tutti gli strumenti necessari nelle nostre mani ci apprestiamo, tra paura e fiducia, a intraprendere un nuovo viaggio verso confini che per la prima volta siamo noi stessi a tracciare. E se è vero che il viaggio consiste nello scoprire un nuovo sguardo interiore, auguro a tutti noi di non guardarsi mai allo specchio ed accorgersi di avere gli stessi occhi.
Salvatore Miceli
“Una casa lontano da casa”. È così che uno dei nostri nuovi studenti ha definito la Residenza G. Tovini dopo appena cinque giorni di Welcome Week.
Queste parole mi hanno fatto riflettere.
Perché in pochi giorni è successo qualcosa di speciale: ragazzi arrivati da città e percorsi diversi, fino a poco prima perfetti sconosciuti, hanno iniziato a diventare una comunità. Una nuova famiglia. Negli occhi delle nostre matricole ho visto stupore, curiosità, qualche timore e, soprattutto, una straordinaria voglia di scoprire il mondo e di scoprire sé stessi.
È proprio questo, per me, il senso più profondo di un collegio: non soltanto offrire una casa, ma creare un luogo in cui crescere, confrontarsi, costruire relazioni, sviluppare pensiero critico e imparare il valore della gentilezza, della disponibilità e dell’attenzione verso l’altro.
Ma c’è anche qualcosa che accade a noi che abbiamo la responsabilità di accompagnarli.
Io mi sento parte di questo grande progetto e di questa grande famiglia. E considero un dono poter vivere ogni giorno a contatto con l’energia, la curiosità e l’entusiasmo di giovani talenti che stanno iniziando a tracciare i propri confini.
Mi piace pensare che, mentre noi offriamo loro strumenti, esperienze e valori, loro restituiscano a noi qualcosa di altrettanto prezioso: la capacità di guardare il mondo con occhi nuovi.
Oggi la Residenza ha un volto nuovo. È abitata da nuove storie, nuove amicizie, nuove domande e nuovi sogni.
Il mio augurio a tutti loro è di avere il coraggio di attraversare questi anni con paura e fiducia, senza smettere mai di cambiare prospettiva, di conoscersi e di crescere.
E soprattutto di non guardarsi un giorno allo specchio e scoprire di avere ancora gli stessi occhi.
Perché il vero obiettivo della formazione, in fondo, è proprio questo: diventare persone capaci di lasciare un segno nel mondo.
Un segno concreto, positivo, generativo.
Benvenuti a casa 🤍
Valentina Romanelli, Direttrice del Collegio G. Tovini di Roma