Saluti dall’Erasmus | Federico Matteo da Helsinki

Ciao ragazzi,
sono ormai due mesi che sono ad Helsinki e devo ammettere che il tempo sta volando, adesso me ne restano altri due, ma sono sicuro che anche questi passeranno come se fossero un attimo. Il tempo inizia ad essere diverso da quello di Padova - se poi considero quello di Bari, allora mi sembra di essere finito in un altro pianeta. Il cielo è sempre grigio e dalle cinque del pomeriggio è già buio pesto. Il freddo fortunatamente non è rigido come credevo e le saune settimanali mi prevengono da ogni possibile brivido. Ovunque ci sono termosifoni o condizionatori che sparano aria calda, anche nei tram o nei bus, quindi la paura di diventare un ghiacciolo è in realtà lontana.

La vita qui in Finlandia non è niente male, c’è un clima di fiducia e di tranquillità che in Italia manca. Ad esempio, per comunicare ai prof di aver completato gli esercizi del corso, basta mettere una croce su un foglio ogni settimana e per loro l’esercizio è stato svolto.

D'altronde quando il tasso di criminalità del paese è tra i più bassi al mondo, quale altro metodo si potrebbe utilizzare? Insomma, questo è solo un esempio banale, ma ci sono tante piccole cose che hanno contribuito a farmi ambientare subito e con serenità. Tutti parlano inglese (anche le vecchiette nei supermercati quando ti vedono dubbioso) e fare amicizia è davvero semplice.

Il mio gruppo di amici è quello degli studenti Erasmus del corso di Informatica e di Data Science. Tutti insieme organizziamo feste, uscite e gite, e sin da subito, trovandoci tutti nella stessa situazione, distanti da casa e senza conoscere nessuno, abbiamo legato facilmente. Con gli altri italiani c’è poi un legame speciale, basato soprattutto sul buon cibo, ma questo si sa succede ogni volta che si va all'estero!

L’università è davvero incredibile, il campus è modernissimo, dotato di ogni comfort e servizio immaginabile, compresi divani molto comodi per dormire nel pomeriggio tra una lezione e l’altra o una piccola sala giochi con svariate console. Dei corsi che sto seguendo posso dire che la qualità della didattica è molto alta. I prof sono preparati e spiegano bene, nonostante alle volte prediligano anche metodi di insegnamento differenti dalla classiche lezioni frontali.

Proprio due giorni fa ho terminato la prima sessione d’esami, che è molto diversa rispetto a quella padovana. Qui si studia tanto e tutto sin dal primo giorno, bisogna sempre essere al passo e pronti a consegnare esercizi e a sostenere discussioni in classe con gli altri studenti e i professori. Se questi mesi sono volati è anche grazie al fatto che sembra di stare sempre sotto esame e costantemente sotto pressione, cercando di rientrare nelle scadenze di ogni corso e di dare sempre il massimo. A fine corso, non si ha praticamente tempo per studiare. Proprio uno degli esami che ho sostenuto era ad esempio fissato al giorno successivo all'ultima lezione del corso.

Fortunatamente, il tanto lavoro è anche accompagnato dal divertimento, che sia una semplice birra con gli altri o una serata in discoteca, in genere anche qui proprio di mercoledì. La vita in casa è invece divertente e diversa dal collegio, un’esperienza anche questa da provare. Qui siamo io, una ragazza americana, una finlandese e un olandese. Con loro ho socializzato dal primo istante e molto spesso capita di organizzare qualcosa da fare insieme, come vedere un film o organizzare una cena a cucina tipica di ogni paese.

Se dovessi trarre delle conclusioni, vi direi che qui in Finlandia tutto funziona sin troppo bene, ogni servizio è efficiente e tutto è super moderno, almeno ad Helsinki ogni palazzo sembra essere stato costruito da dieci minuti. Gli stipendi sono molto alti (ma giustificati
dal prezzo della vita) e ogni persona sembra vivere una vita modesta e serena. Insomma, una volta che ci si è ambientati, a chiunque sembrerebbe si essere finito nel paese perfetto. Tuttavia, è proprio quando ti accorgi di far parte di una nuova realtà che si inizia a vedere non solo la sua superficie, ma anche altri aspetti che prima passavano inosservati e a capire davvero con cosa si ha a che fare.

Concludo questa esperienza con tantissimi bei ricordi, ma la maggior parte di essi sono legati alle amicizie, all'università e alle avventure vissute con gli altri Erasmus. Insomma venendo al dunque, quando mi diranno che nei paesi del nord si vive bene, quello che risponderò sarà sì, finché non arriva l’inverno e il sole sparisce. E’ stato infatti proprio l’ultimo periodo della mia permanenza a farmi rivalutare la qualità della vita finlandese e a farmi capire come il clima e le belle giornate a cui siamo abituati e a cui almeno io credevo di poter fare a meno,
siano un aspetto della vita quotidiana molto difficile a cui rinunciare. E’ qualcosa di sopportabile solo per un breve periodo e che dopo aver vissuto, mi spinge a non lasciare l’Italia per vivere in una città in cui tutto funziona, ma che è buia, fredda e in questo periodo davvero triste!

Dal mio punto di vista l’esperienza Erasmus va intrapresa non solo per gli esami, ma perché dentro di sé si sente il desiderio di uscire dal nido caldo dei propri amici, della famiglia e della propria cultura, un desiderio che prima di partire non sentirete sicuramente così forte, ma credo che sia normalissimo! Il punto però è comprendere se si è disposti a mettersi in gioco, se si è pronti ad abbracciare il cambiamento e quindi anche lasciare INEVITABILMENTE pezzi della propria vita in Italia, però consapevoli di trovare nuovi porti e terreni che prima di partire non si possono neanche immaginare.

Ciao a tutti e a presto,

Federico

Vita di Collegio

Pubblicato il: 11/02/20 da Elisabetta Fregonese